Videogiochi (iStock)

La Polizia Postale mette in guardia sulle chat dei videogiochi i genitori. Meter ha denunciato alla Polizia Postale moltissimi portali pedopornografici

Avevamo raccontato di un uomo di 28 anni che, fingendosi un ragazzo di 16 anni, adescava minorenni attraverso le chat dei videogiochi. Le vittime erano bambini di 10 anni che in cambio di piccole somme di denaro inviavano all’uomo foto e video di loro nudi.

Questo non è stato un caso isolato, anzi sono molti i pedofili che usano questo stratagemma per contattare i minori. A segnalarlo c’è la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni in un comunicato su Facebook: “Si stanno confermando terreno fertile per i pedofili, tutte quelle piattaforme che vedono impegnati i giovani a misurarsi con molteplici giochi online. Il copione sempre lo stesso, con il male intenzionato che attraverso la chat di gruppo promette ricariche utili all’acquistare delle ccdd skin, ovvero aggiornamenti del gioco che consentono un miglioramento della grafica, audio e di altri servizi che aiutano l’utente ad avanzare nel gioco. Il tutto ha un prezzo: le foto di nudo dei minori”.

La Polizia avverte i genitori di stare attenti: “I genitori devono prendere coscienza che anche dietro un momento prettamente ludico si può nascondere un grave pericolo per i propri figli”.

Inoltre la Polizia mette in guardia dalla chat: “E’ stato accertato che le modalità di adescamento avvengono solitamente attraverso le chat dei videogiochi, condotte inizialmente all’interno di gruppi allo scopo di garantirsi la fiducia dei minori partecipanti, per poi spostarsi su altre piattaforme di messaggistica privata connotate da espliciti contenuti sessuali…”.

La denuncia di Meter: oltre 200 portali pedopornografici, attenzione ai minori soli

A collaborare con la Polizia Postale c’è anche l’osservatorio Meter onlus che è impegnata da 30 anni per contrastare agli abusi sessuali sui minori, contro la pedofilia e la pedopornografia. L’osservatorio ha reso noto, come riportato da Vaticano news, di aver segnalato 205 portali pedopornografici e i loro amministratori alla Polizia Postale italiana.

Ci sono centinaia di migliaia di file proposti ed esposti in vendita per i pedofili di tutto il mondo. In un solo portale sono stati segnalate 680 mila foto. In una nota diffusa da Meter si legge: “E’ evidente che non possiamo pubblicizzare tale materiale e non lo faremo nel rispetto delle leggi in vigore, ma è inquietante, assurdo, violento al limite della stessa violenza umana: oltre l’indicibile”. Purtroppo non ci sono moli server che rimuovono i contenuti inappropriati o che dichiarano di essere disponibili per collaborare con le Autorità: “Ciò conferma che a livello internazionale manca una vera e propria strategia chiara e trasparente di responsabilità e collaborazione nel contrastare il fenomeno che nel frattempo ha raggiunto livelli ben strutturati e criminali”.

L’associazione Meter onlus è stata fondata da don Fortunato di Noto, il quale è il membro del tavolo tecnico dell’Osservatorio Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia online della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Don Fortunato di Noto è stato intervistato da radio Vaticana Italia ed ha affermato che per lui il problema non sono i videogiochi, ma le chat e gli utilizzatori che a volte hanno “difficoltà a causa della solitudine o della debolezza. Gli adulti carpiscono quella debolezza che può portare ad una sovraesposizione di sé e del proprio corpo da parte del minore”.

Inoltre ha aggiunto: “Nelle chat diventa più difficile la vigilanza dei genitori. Dalle chat si passa poi dal problema reale, basta una ricarica o un poco di soldi”. “I minori sono tendenzialmente curiosi e bisogna fargli capire la gravità di queste foto che mandano che rimangono nel web nel tempo”.

C’è anche chi si accorge del problema e cerca consigli per uscirne da questa sorta di “schiavitù”. Per questo, Don Fortunato Di Noto ha anche parlato della necessità di creare più presidi virtuali come è Meter, ai quali bambini e ragazzi possono rivolgersi per chiedere consigli e riuscire a superare quello che gli sta accadendo.

Voi unimamme eravate a conoscenza di questo problema delle chat dei videogiochi? Controllate i vostri figli quando li usano?