Smalto in gravidanza: quanto è dannoso? Alcuni consigli da tenere a mente

Smalto in gravidanza: quanto è pericoloso? La moda delle unghie è sempre più diffusa, ma molte donne incinte si chiedono se usare lo smalto sia dannoso.

Unghie in gravidanza (fonte unsplash)
Unghie in gravidanza (fonte unsplash)

Curare il corpo ai giorni d’oggi è una pratica sempre più comune e diffusa. Tra beauty routine, massaggi rimodellanti e prodotti per la pelle siamo sommerse da pubblicità che sponsorizzano la merce più disparata.

Ovviamente le case di beauty mantengono alta l’attenzione anche nei confronti delle donne incinte che nel corso dei nove mesi vanno incontro a diversi cambiamenti fisici che cercano di limitare il più possibile.

Dalle smagliature alla caduta dei capelli sono tante le donne in dolce attesa che fanno molta più attenzione al loro corpo in questi lunghi mesi: alcune per essere sempre impeccabili, altre per tornare in forma il prima possibile dopo il parto.

A giocare un ruolo fondamentale sono anche le unghie delle mani e dei piedi che sia in estate sia in inverno, in tantissime si dilettano a colorare nei modi più disparati.

Proprio per questo molte quasi mamme si chiedono se nel corso dei nove mesi possono continuare a porre lo smalto sulle proprie unghie come facevano un tempo o se potrebbe essere dannoso per il bambino.

In un’intervista su Donna Moderna, la dottoressa Gabriella Cecchietti, specialista in ostetricia e ginecologia ha risposto ad alcune domande a riguardo, sostenendo che: “utilizzare lo smalto in gravidanza non è pericoloso per il feto perché stiamo parlando di una superficie molto piccola e limitata”.

Smalto in gravidanza: quanto è pericoloso e quanto no?

Smalto (fonte unsplash)
Smalto (fonte unsplash)

Quindi anche in gravidanza è possibile continuare a prendersi cura delle proprie mani e piedi, l’importante è stare attente ai prodotti che si usano.

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Tuttavia come ogni cosa è importante leggere gli ingredienti contenuti: già in precedenza si era parlato dell’importanza degli ingredienti contenuti negli alimenti, cosa che tutte le donne che vogliono rimanere incinte devono cominciare ad osservare con grande attenzione.

Perciò è importante rivolgersi a centri specializzati conosciuti e informarli della propria gravidanza per evitare che questi possano usare prodotti non consoni in quei nove mesi.

Inoltre nei primi mesi della gravidanza è importante prendersi cura delle proprie unghie che a causa dei continui sbalzi ormonali possono subire un indebolimento, curarle con oli specifici e burri naturali può aiutarle a riprendere il vigore di un tempo.

Anche per quanto riguarda la lunghezza è fondamentale non tenerle molto lunghe, per evitare che siano veicolo di infenzioni e in secondo luogo, dopo la nascita del bambino, di graffiarlo.

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Per quanto riguarda, invece, il semipermanente non sembra che ci siano controindicazioni. Ecco le parole della dottoressa su Donna Moderna: “Non è vietato e nemmeno un pericolo per la salute del feto ma consiglio di limitarne l’utilizzo visto che, ad oggi, non ci sono studi specifici sull’argomento”.

Tuttavia è importante sempre stare attente a cosa contengono i prodotti ed evitare di venire a contatto con la formalina e il toluene che in alte concentrazioni possono irritare le mucose e gli occhi.

Infine quando si avvicina il parto è consigliato non indossare sulle unghie lo smalto perché nel caso di emergenza o di parto cesareo, questo verrebbe rimosso per esigenze di ospedale.

Ciò avviene anche per i normali pazienti in quanto spesso i medici hanno necessità di porre sul dito il saturimetro – che controlla l’ossigenazione del sangue – e che a causa dello smalto non potrebbe leggere i dati necessari.

Di conseguenza il consiglio generale da tenere a mente è quello di tenere le unghie, per periodi intervallati, libere sia dallo smalto normale sia da quello semipermanente perché per rimanere sane e in forza hanno bisogno di respirare.

Smalto in gravidanza (fonte unsplash)
Smalto in gravidanza (fonte unsplash)

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E voi Unimamme vi siete tolte ogni dubbio leggendo l’articolo?

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