Mascherine chirurgiche per bambini a scuola: il no dei pediatri

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Mascherine a scuola: sì a quelle in tessuto lavabili, e no a quelle chirurgiche per i bambini.  La proposta dell’Associazione Culturale Pediatri.

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Mascherine a scuola: sì a quelle in tessuto lavabili, i pediatri – Universomamma.it (Adobe Stock)

La questione sull’uso delle mascherine a scuola rimane aperta. Dopo la precisazione degli esperti che si possono usare anche quelle in tessuto lavabili sebbene le chirurgiche siano da preferire, l’Associazione Culturale Pediatri afferma che le mascherine di stoffa lavabili vanno benissimo e non c’è alcun motivo per obbligare all’uso di quelle chirurgiche a scuola.

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Elena Uga, Laura Reali e Giacomo Toffol dell’Associazione Culturale Pediatri precisano: “Le mascherine lavabili sono adeguate alla protezione in setting non sanitari, come sottolineato da OMS e verificato da numerosi studi, e possono essere pulite a casa lavandole opportunamente, e dunque il loro utilizzo è gestibile istruendo adeguatamente le famiglie“.

Sebbene le mascherine chirurgiche siano fornite in teoria (perché così non è in tutte le scuole) direttamente dalla scuola agli alunni e al personale, sono in molti a preferire l’uso di quelle in tessuto lavabili, perché più personali. Mentre le chirurgiche possono dare l’idea di malattia o di ospedale, le mascherine in tessuto sono colorate a fantasia e sdrammatizzano quello che per i bambini comunque è un disagio. Scopriamo le ragioni per cui la mascherine di stoffa sono altrettanto valide e da preferire, secondo l’Associazione Culturale Pediatri.

Mascherine a scuola: sì a quelle in tessuto lavabili

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Mascherine a scuola: sì a quelle in tessuto lavabili, i pediatri – Universomamma.it (Adobe Stock)

L’Associazione Culturale Pediatri esorta all’uso nelle scuole delle mascherine in tessuto lavabili anche per motivi ecologici. Infatti, ha deciso di aderire all’iniziativa che Zero Waste Italia ed Europa, ha lanciato per il 30 e 31 ottobre, un week-end di mobilitazione per la scelta delle mascherine in tessuto a scuola, in collaborazione con Beta Cooperativa Sociale, Extinction Rebelllion, Parents for Future Italia e Movimento per la Decrescita Felice.

La scelta di mascherine chirurgiche a scuola per uso giornaliero, scrive ACP in un comunicato, comporta rilevanti ricadute economiche, sociali e ambientali. Secondo i calcoli di Tuttoscuola, per quest’anno scolastico saranno necessarie 2,2 miliardi di mascherine, da smaltire tra i rifiuti indifferenziati. Se a questo si aggiunge il peso degli imballaggi in cui le mascherine vengono consegnate alle scuole, si rende evidente il rischio di una allarmante contaminazione ambientale. Senza considerare lo smaltimento inappropriato, con mascherine che vengono abbandonate per le strade e che finiscono per inquinare l’ambiente, soprattutto i mari.

Pertanto, l’Associazione Culturale Pediatri si rivolge alle istituzioni competenti affinché sia rivista l’indicazione sull’uso delle mascherine chirurgiche a scuola, nata da un fraintendimento rispetto alle indicazioni internazionali, secondo l’Associazione. Piuttosto, i pediatri dell’Associazione invitano al corretto utilizzo della mascherina, che è più importante della tipologia usata. “Non ci sono prove a sostegno dell’uso delle chirurgiche in un setting scolastico – affermano i pediatri -, mentre sono disponibili chiare prove sulla maggiore efficacia di qualsiasi tipo di mascherina in condizioni di corretto utilizzo“.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità alla domanda “Quali mascherine dovrebbero indossare i bambini?” risponde che: “I bambini in generale buona salute possono indossare una maschera non medica o in tessuto“.

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Perché allora in Italia si raccomanda se non addirittura impone l’uso della mascherina chirurgica a scuola? Secondo l’Associazione Culturale Pediatri per un fraintendimento riguardo al verbale della riunione del Comitato Tecnico Scientifico CTS del 31 agosto 2020: “Misure di prevenzione e raccomandazioni per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per la ripresa dell’anno scolastico 2020/21“. Nel verbale si consiglia l’utilizzo di “mascherine chirurgiche o di comunità” in ambito scolastico, dando apparentemente un’indicazione preferenziale alle chirurgiche. Il riferimento è a un documento del 21 agosto 2020 dell’OMS, nel quale tuttavia si legge: “I bambini in buona salute possono indossare una maschera non medica o in tessuto (…). L’adulto che fornisce la mascherina deve assicurarsi che la maschera in tessuto sia della misura corretta e copra a sufficienza il naso, la bocca e il mento del bambino”. Invece, l’uso della mascherina chirurgica è indicato solo per i soggetti fragili o a maggior rischio di ammalarsi gravemente di Covid-19 (bimbi affetti da fibrosi cistica, cancro, immunosoppressione).

Inoltre, a favore dell’uso di “mascherine di comunità o in tessuto si sono espressi anche i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta con un documento risalente già all’8 aprile scorso: “Utilizzo di maschere facciali nella comunità – Riduzione della trasmissione di COVID-19 da persone potenzialmente asintomatiche o pre-sintomatiche attraverso l’uso di maschere facciali“. L’Associazione Culturale Pediatri cita altri studi dei CDC americani a sostegno delle mascherine lavabili.

Non risulta quindi che le agenzie regolatorie e scientifiche consiglino l‘utilizzo esclusivo di mascherine chirurgiche per tutti i bambini a scuola“, conclude l’ACP.

Uga, Reali e Toffol criticano dunque la scelta del governo in merito all’acquisto di milioni di mascherine chirurgiche da utilizzare a scuola. “Si poteva indicare l’acquisto di lavabili e spiegare accuratamente le regole del loro corretto utilizzo“.

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Questi fraintendimenti e incongruenze secondo gli esperti dell’Associazione Culturale Pediatri hanno fatto sì che molte scuole, per uniformarsi alle direttive ministeriali, obbligassero l’uso delle mascherine chirurgiche ritenendo, erroneamente, quelle lavabili “non a norma”.

Le prove di efficacia dell’utilizzo delle mascherine chirurgiche sono relative all’uso nei setting sanitari, come gli ospedali, dove sono chiare le corrette modalità di utilizzo – spiegano dall’ACP -. La mascherina chirurgica va cambiata ogni 4 ore, ad esempio, non va mai toccata con le mani se non dagli elastici, non va mai appoggiata su superfici potenzialmente contaminate e va correttamente smaltita come rifiuto sanitario. Sono condizioni complesse da rispettare, tanto più in un ambiente scolastico in cui ai bambini e ai ragazzi viene chiesto di metterla e toglierla più volte nel corso della giornata (devono indossarla all’ingresso e ogni volta che si alzano, ma toglierla al banco: superficie sicuramente non sterile)“.

Le mascherine chirurgiche in realtà non sono più sicure tout court, la maggiore sicurezza è strettamente legata al loro corretto utilizzo“, concludono i pediatri.

Ulteriori informazioni sul sito web dell’Associazione Culturale Pediatri.

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Mascherine a scuola: sì a quelle in tessuto lavabili, i pediatri – Universomamma.it (Adobe Stock)

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