Malati a casa: il protocollo per le cure del Ministero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:13
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Come curarsi a casa se affetti da Covid – 19, ecco il protocollo da seguire.

curarsi a casa
fonte Kelly Sikkema- Unsplash

Unimamme, sappiamo che se abbiamo preso la Covid – 19 e i sintomi non sono gravi dobbiamo restare a casa e curarci lì.

Covid – 19: le procedure per curarsi a casa

Innanzitutto è bene mantenere la calma e seguire le istruzioni del nostro medico, sicuramente in questo periodo sorgeranno molte domande, ecco quindi le linee delle bozza del protocollo del Ministero della Salute rivolte ai medici per la cura delle persone a casa.

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A stilare questo protocollo sono stati il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e altri membri del Cts. Scopo del documento è, ovviamente, diminuire la pressione sugli ospedali.

I medici di base e le Usca (unità speciali di continuità assistenziale) seguiranno i pazienti Covid – 19 a domicilio indicando:

  • il trattamento farmacologico
  • monitorando i parametri a distanza
saturimetro
fonte Syed Ali- Unsplash

Inoltre sottolineiamo che non bisogna assolutamente prendere iniziative autonome e seguire attentamente le indicazioni del medico o chi per lui e che l’assunzione di un farmaco deve essere preceduta dal colloquio col medico.

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Se si ha la febbre superiore a 38,5°?

  • si prende il paracetamolo, idem in caso di mal di testa e dolori muscolari
  • il paracetamolo: è un antipiretico con scarsa attività antinfiammatoria, è il più sicuro e non causa danni allo stomaco

Il saturimetro:

  • è fondamentale
  • applicato al dito monitora la funzione respiratoria, misura la saturazione di ossigeno
  • i valori normali sono circa 96-98%
  • come si utilizza: a riposo e dopo aver camminato in casa per 6 minuti (walking test), se dopo il test la saturazione non varia rispetto al riposo allora i polmoni funzionano correttamente
  • se i valori del salutimetro scendono sotto 93-94% il medico indicherà come intervenire, per esempio un’ecografia polmonare a domicilio
fonte engin akyurt- Unsplash

Il cortisone:

  • va utlizzato solo per i pazienti con grave insufficienza respiratoria, sotto il 90% e che richiedono ricovero.
  • non bisogna abusarne per abbassare la febbre perché potrebbe essere pericoloso
  • non usarlo se non per reale necessità perché favorisce la replicazione del virus

Sono sconsigliati, perché favoriscono al replicazione del virus:

  • spray
  • aerosol
  • cortisone

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Nel documento sono indicati i diversi stadi di gravità della malattia in cui usare i farmaci:

  • paracetamolo: per sintomi febbrili di cui sopra
  • antinfiammatori: se i sintomi si aggravano
  • cortisonici: solo in caso di emergenza

No a antireumatico e antibiotico, eparina invece per chi ha difficoltà a muoversi.

L’infezione inoltre è:

  • lieve: se il paziente ha febbre, ma assenza di dispnea e alterazioni radiologiche
  • moderata: se il paziente ha la polmonite con evidenza radiologica e l’ossigenazione del sangue è sui valori di soglia
  • severa: quando l’ossigenazione è sotto la soglia, è presente un’alta frequenza respiratoria e si riscontrano infiltrazioni polmonari
  • stadio critico: insufficienza respiratoria, shock settico, insufficienza multiorgano

I medici però protestano, come indicato su Huffington Post, per non essere stati resi partecipi di queste importanti decisioni. Inoltre il Ministro Boccia ha chiesto al Commissario Arcuri di allestire un Covid hotel per provincia per alleggerire il carico sugli ospedali.

Il vice segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) Pier Luigi Bartoletti ha esposto però le criticità dietro questa proposta. Il Covid Hotel infatti è un lugo ad alto rischio di contagio, non si può affrontare la cosa superficialmente, i medici devono essere internisti che sappiano gestire la svestizione delle tute di biocontenimento e gli altri dispositivi di sicurezza.

Non si possono quindi inviare medici, magari addirittura avanti con l’età, esponendoli ad enormi rischi.  Il covid hotel è un domicilio,  ci possono essere solo persone ormai stabilizzate, già dimesse anche se ancora con polmonite o positive al tampone che a casa non hanno sostegno famigliare o sociale.

Unimamme, vi saranno utili queste indicazioni riportate sul Corriere?

 

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