Scuole chiuse e la protesta delle mamme: “Mamma ho perso il congedo” | FOTO

Dpcm e scuole chiuse: la protesta dei genitori “la scuola non si chiude” e “mamma ho perso il congedo”. Cosa sta succedendo.

dpcm protesta genitori scuola
(Scuola a Bolzano. Foto di Alessio Coser/Getty Images)

In questi ultimi giorni, a causa della ripresa della curva epidemica e della diffusione delle varianti più contagiose del Coronavirus, molte scuole hanno chiuso di nuovo in diverse parti d’Italia.

Avevano cominciato a inizio febbraio alcune Regioni del Centro Italia, con l’Umbria in testa, a seguito dell’aumento dei contagi tra bambini e ragazzi in età scolare dovuto alle nuove varianti del virus. Una circostanza che è stata confermata da recenti studi epidemiologici.

Ora nuove norme sulle chiusure delle scuole, non solo le superiori, ma anche le medie e le elementari (queste ultime in questo anno scolastico non hanno mai chiuso nella gran parte d’Italia), sono state introdotte con il nuovo Dpcm Draghi, che entrerà in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile.

Il Decreto prevede che tutte le scuole siano chiuse in zona rossa, con il ritorno alla didattica a distanza. Mentre nelle altre zone possono decidere i presidenti di Regione a seconda della situazione epidemiologica e quando vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni.

In merito a queste regole, il nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha voluto sottolineare a RaiNews24: “La scuola non chiude, non ha mai chiuso“. “Gli insegnanti sono sempre stati presenti“, ha ribadito. “La parola Dad non mi piace, non è didattica a distanza ma di avvicinamento e la facciamo solo in situazioni estreme. Ora dobbiamo passare la piena” della situazione di emergenza, ha precisato il ministro.

Anche la ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini ha spiegato, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo Dpcm, che la chiusura delle scuole “è una misura che viene presa con grande dispiacere da parte di tutti ed è una misura eccezionale“. “C’è un problema legato alle varianti – ha continuato -, che non si acuisce nei confronti dei bambini ma è certo che dal punto di vista del contagio il problema esiste: si impone la sospensione dell’attività in presenza“. Si tratta comunque di casi particolari, ha sottolineato ancora la ministra, quando si verifica il “criterio individuato dal Cts dei 250 contagi su 100.000 abitanti per 7 giorni“e doveè presente “una evoluzione in negativo del virus. Solo dove ci sono queste condizioni si impone la chiusura delle
scuole“.

Parlando davanti alla Commissione parlamentare, Maristella Gelmini ha ripetuto:  “Abbiamo provato a tenere aperte le scuole ovunque sia possibile, non esiste divisione tra chi le vorrebbe aperte e chi chiuse. Sono un servizio essenziale, se viene tolto è una perdita per ragazzi e per le famiglie. Non ho condiviso molte cose della ministra Azzolina, ma ho apprezzato il suo sforzo per tenerle aperte più possibile“.

Molti genitori, tuttavia, non si accontentano di queste spiegazioni. Così è partita la protesta “la scuola non si chiude”. Ecco di cosa si tratta.


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Scuole chiuse, la protesta dei genitori: “La scuola non si chiude”

Non ha neanche fatto in tempo ad essere firmato, non è nemmeno entrato in vigore e già partono le proteste contro il nuovo Dpcm di Mario Draghi. Il tema caldo è la scuola Molti genitori non ci stanno sulle chiusure automatiche stabilite nell’ultimo Decreto e che prevedono tutte le scuole chiuse in zona rossa, anche le elementari, e chiusure anche nelle altre zone, a prescindere dal colore, in caso di rischio elevato o quando i contagi superano i 250 ogni 100 mila abitanti in 7 giorni.

Le proteste stanno spuntando un po’ in tutta Italia, sia da parte di chi aveva manifestato prima sia da parte di chi ha deciso di far sentire la sua voce ora, provato dal tira e molla degli ultimi mesi, tra apri e chiudi.

Per la maggior parte dei casi si tratta, al momento, di proteste sul web. “La scuola non si chiude” è lo slogan più ricorrente tra i genitori, ma anche “vergogna” o “vergognatevi”. “Basta colpire le scuole”, scrive qualcuno. I più attivi sono i genitori di #PrioritàAllaScuola, il movimento nato nel 2020 per ridare centralità all’istruzione diventata discontinua a causa della pandemia e delle chiusure decise dal governo centrale o dagli enti locali.

Lo scorso anno diverse manifestazioni si erano tenute in tutta Italia e molte famiglie sono già sul piede di guerra. A Napoli, dove le scuole sono rimaste chiuse più a lungo, come in tutta la Campania, si è tenuta già una manifestazione in presenza, con circa venti bambini delle elementari che con i loro genitori hanno protestato contro la Dad nel bosco di Capodimonte.

Anche Anita, la studentessa torinese di soli 12 anni che nei mesi scorsi era stata protagonista di una clamorosa protesta, ha annunciato di essere pronta a tornare in piazza.

La questione congedi e l’urlo delle mamme: “mamma ho perso il congedo”

mammedimerda
Fonte: Instagram @mammadimerda

Un altro problema che con la chiusura delle scuole ha colpito molte mamme è l’assenza o insufficienza dei congedi parentali. Quando i bambini vengono lasciati a casa da scuola sono quasi sempre le mamme a restare con loro. Il problema è che non tutte possono assentarsi dal lavoro e così si trovano costrette a prendere le ferie o i permessi non retribuiti.

I congedi parentali straordinari per la pandemia non sono stati più rinnovati. Così alla chiusura delle scuole dei figli molte mamme si sono trovate davanti a grossi problemi. Da qui è nata la protesta “Mamma ho perso il congedo”, lanciata a metà febbraio da alcune mamme blogger e attiviste sul web come Sarah Malnerich (Mammadimerda), Francesca Fiore e Cristina Sivieri Tagliabue. La campagna ha raccolto le testimonianze di centinaia di donne che dallo scorso gennaio sono state costrette a prendere ferie e permessi non retribuiti per stare a casa con i figli più piccoli, a causa delle chiusure delle scuole o perché i figli erano in isolamento fiduciario a casa. Molte di loro hanno dovuto inventare delle soluzioni fantasiose perché non dispongono di ferie o permessi, come il personale medico e sanitario in questo periodo.

Una situazione doppiamente ingiusta e punitiva, perché non solo le mamme medico e infermiera sono sottoposte a un carico di lavoro e stress eccezionali, a causa della pandemia e dell’emergenza sanitaria continua, ma vengono anche lasciate sole dallo Stato che chiude le scuole e scarica la custodia dei figli piccoli su di loro che non possono lasciare il lavoro. In queste situazioni non sempre i nonni ci sono e non dovrebbero nemmeno esserci perché lasciare i bambini a casa dai nonni può essere molto pericoloso. Soprattutto ora con le nuove varianti del virus che sono più contagiose e colpiscono soprattutto bambini e ragazzi.

Per due mesi le mamme sono state lasciate da sole. I congedi, infatti, non vengono rinnovati dal 31 dicembre. Il problema è che finora le scuole sono state chiuse con provvedimenti a carattere regionale o comunale mentre i congedi previsti dal governo coprono solo le chiusure decise a livello statale. Inoltre, ci sono i problemi delle lavoratrici autonome e delle mamme in smartworking. Perché anche se una mamma lavoratrice sta a casa o lavora o si occupa dei figli più piccoli e li segue nella dad.

Ora, è in dirittura di arrivo il nuovo Decreto sostegno, che conterrà i ristori per le attività chiuse e la proroga dei congedi parentali covid retribuiti al 50%. La misura potrà essere richiesta per gli studenti fino a 14 anni.

Si tratta comunque di un provvedimento non sufficiente, perché le donne già penalizzate avranno la paga giornaliera dimezzata e non si sa per quanto tempo, visto che sulla durata della chiusura delle scuole è ancora tutto incerto.


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Che ne pensate unimamme di queste proteste? Le condividete? Anche voi avete avuto dei problemi con i congedi?

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