Violentata a 7 anni dal babysitter e poi venduta oggi vuole salvare altre bimbe

Brooke Axtell è una sopravvissuta al traffico di esseri umani che sta lottando per combattere gli abusi sessuali sui bambini.

Non si parla mai abbastanza di quello che soffrono migliaia di bambini nel mondo, perché si tratta di argomenti che turbano e ci costringono a riflette su lati oscuri dell’umanità. Per questo riteniamo importante diffondere la storia di Brooke.

Traffico di esseri umani: la storia di Brooke, abusata da bambina

Brooke Axtell è una donna che, ancora bambina, ha dovuto affrontare fin troppo presto il lato buio di persone determinate ad approfittarsi di piccoli innocenti nel modo più orribile.

Quando aveva 7 anni Brooke veniva condotta nello scantinato di una casa dal  babysitter per essere venduta come schiava sessuale a persone che pagavano per violentare le bambine.

La donna ha raccontato che per un certo periodo sua mamma è dovuta rimanere in ospedale, mentre suo padre era spesso assente a causa del lavoro.

Jim (il babysitter) sosteneva che fosse il volere di Dio il fatto che lui dovesse punirmi per le mie colpe, ma quale punizione meritavo? Io non riuscivo a trovare le parole per descrivere ciò che stava accadendo… Lui mi chiamava un’inutile p*****a e sosteneva che fossi stata io a costringerlo a farmi questo. Quando mi ha violentata ripetendo le preghiere al Signore io sono volata via dal mio corpo. A volte sento ancora la sua voce echeggiare dentro di me: liberaci dal male, liberaci dal male”.

Dopo il primo stupro Jim ha condotto Brooke in case segrete, hotel e presso feste dove vendeva Brooke a uomini che volevano fare sesso con lei.

“Sono stata forzata a partecipare ad atti di pornografia con uomini adulti e altri bambini. Sono stata derisa e imprigionata, come un animale in trappola”.

“Quando mi filmavano volavo via dal mio corpo per trovare rifugio in mondi bellissimi che creavo: uno con un bianco cavallo, uno dove danzavo con gli angeli. Venivo passata da uomo a uomo, da mano a mano, come se fossi una bambola” ha raccontato Brooke, aggiungendo che il suo unico rifugio erano le parole che creava nella sua testa.

Gli acquirenti erano sempre uomini bianchi che avevano appetiti insaziabili per infliggere dolore. Io cercavo di stordirmi, immaginando che la mia vita appartenesse a qualcun altro. Sono diventata una spettatrice dei miei stessi abusi. Tutto questo accadeva a un’altra bambina, una cattiva, che meritava di essere punita. “

Infine sua mamma è tornata a casa e ha capito che c’era qualcosa che non andava. Così ha licenziato il babysitter.

Le vergogna per quanto accaduto però non l’ha lasciata. Una volta che il babysitter è stato cacciato, è finito anche lo sfruttamento, ma la vergogna non l’ha lasciata. Non importava ciò che faceva, sentiva sempre di sé le parole rimbombare dentro di lei “Non vali niente!”.

Ha vissuto per anni tenendosi tutto dentro, poi, dopo una relazione violenta con un fidanzato, è entrata in terapia dove ha scoperto una vena poetica e musicale, come si legge su Global Citizen.

In un recente video Brooke ha raccontato la sua storia: “mi sentivo isolata e costretta al silenzio. Avevo perso completamente il valore di me stessa. Sentivo che non c’era un luogo per processare quanto mi era accaduto. Quindi sono rimasta in silenzio per anni“.

Ora però Brooke non ha più intenzione di tacere e così ha raccontato la sua storia in occasione dei Grammy Awards del 2015. “Siete degne di amore, per favore, cercate aiuto” ha esclamato sul palco, rivolgendosi a tutte le bambine abusate e alle donne vittime di violenza.

Nel frattempo Brooke si sta adoperando per creare una legge, in Texas, che richiede che il personale degli hotel sia in grado di individuare segnali di traffico di esseri umani .

In America il 73% del traffico di esseri umani riguarda il traffico sessuale. Solo nel 2016 sono stati segnalati 5500 casi.

Gli hotel e i motel sono il luogo ideale per il traffico sessuale. In Texas vi è il più alto traffico di esseri umani rispetto all’America.

“La mia guida è il fiero amore per le donne e le bambine con cui ho avuto il privilegio di camminare, così come l’amore per me stessa e per come sono diventata”.

Unimamme, voi cosa ne pensate dell’impegno di questa donna nel combattere la pedofilia e il traffico di esseri umani?

Noi vi lasciamo con i dati rilevati da un’indagine di Telefono Azzurro.

Firma: Maria Sole Bosaia

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