BAMBINA DI 2 ANNI INVESTITA
Nunzia Varriale con la figlioletta Sara (fonte: Facebook)

Bimba di 2 anni investita e uccisa, la mamma accusa: “Una vendetta contro di me”. Il caso della piccola Sara Leo.

Morire a soli 2 anni, investiti da un’automobile. È quello che è accaduto alla piccola Sara Leo, una bimba calabrese morta nell’estate del 2010. L’uomo che l’ha travolta con l’auto è stato condannato per omicidio stradale, ma per la mamma di Sara, Nunzia Varriale, non si è trattato di un semplice incidente.

Bimba di 2 anni investita e uccisa, la mamma parla di una vendetta

bambina di 2 anni investita
La figlia di Nunzia Varriale (fonte: Facebook)

Era il 10 luglio del 2012, sulla spiaggia di Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza, Sara Leo di 2 anni stava passeggiando con la mamma, Nunzia Varriale, e il fratellino di 7 mesi. Ad un certo punto un’auto è arrivata a gran velocità verso la famiglia, investendo Sara. Nonostante le urla di avvertimento della madre, l’auto è passata sopra la bambina. Alla guida c’era Gino Pignataro, 72 anni, che in seguito è stato condannato in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio stradale.

Questa tragica vicenda è tornata ad occupare le cronache a seguito dell’intervista rilasciata da Nunzia Varriale al settimanale “Giallo“. La donna ha raccontato: “Ho visto la vettura che invece di parcheggiare si dirigeva a gran velocità nella nostra direzione. Ho urlato dubito: ‘Fermo, fermo! C’è la bambina! Ma chi guidava ha proseguito la corsa senza frenare e ha travolto la mia piccola. Nonostante l’impatto l’auto non si è fermata, è passata sopra il corpicino di mia figlia e poi si è dileguata lasciando Sara in una pozza di sangue“.

Un racconto agghiacciante da una povera mamma che ha visto la figlia morirle sotto gli occhi. Una bimba di soli 2 anni. “Non è stato un incidente, con quell’uomo c’erano state frequenti liti, sapeva cosa stava facendo“, ha detto Nunzia Varriale.

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Per i genitori della piccola Sara l’accaduto non è una tragica fatalità, perché entrambi conoscevano Pignataro, l’investitore della loro bambina, e soprattutto avevano avuto screzi con lui. L’uomo, infatti, è titolare di un chiosco sul lungomare di Santa Maria del Cedro, accanto al lido gestito dalla famiglia di Nunzia, con la quale Pignataro aveva avuto dei litigi. Da qui la convinzione che l’investimento della bambina non sia stato un incidente stradale.

A quanto risulta, l’auto condotta dall’uomo non si sarebbe fermata dopo aver travolto la piccola Sara, ma avrebbe proseguito per alcuni metri, schiacciando il corpicino della bambina. Il fatto è avvenuto all’interno del parcheggio vicino allo stabilimento balneare della famiglia di Nunzia e l’auto andava a forte velocità.

I genitori di Sara non si arrendono e per il secondo grado di giudizio puntano ad ottenere l’aggravante della previsione dell’evento per Pignataro. In sostanza, con la propria guida a velocità sostenuta, l’uomo “non poteva non prevedere di investire la bambina“. La famiglia di Sara è rappresentata come parte civile nel processo dall’avvocato Nicodemo Gentile, già legale della famiglia di Sarah Scazzi.

Questa notizia è riportata dal quotidiano Il Giornale.