da san nicola a babbo natale
San Nicola e Babbo Natale

In vista del Natale i bambini aspettano con trepidazione i doni sotto l’albero portati da Babbo Natale nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. Il simpatico anziano dalla grande mole, la lunga barba bianca, il vestito e il cappello rossi bordati di pelliccia bianca, il cinturone nero e gli stivali è da tempo il personaggio più amato dai bambini di tutto il mondo o quasi.

Eppure è solo dal dopoguerra che i bambini italiani attendono il suo arrivo. Prima a portare i regali a Natale c’erano Gesù Bambino e soprattutto la Befana.

Il mito di Babbo Natale ci viene dagli Stati Uniti, ma la sua figura fantastica deriva da una persona in carne e ossa, un santo dell’antichità, San Nicola. Una figura venerata da tutti i cristiani, cattolici, ortodossi e protestanti, e molto conosciuta anche fuori dal mondo cristiano. Un santo dalla storia leggendaria.

San Nicola e Babbo Natale

San Nicola visse tra il III e i IV secolo nell’antica Turchia. Nacque il 15 marzo del 270 a Pàtara, nella regione storica della Licia, all’epoca una provincia bizantina. I suoi genitori erano cristiani di cultura greca che morirono presto, lasciando Nicola orfano ma con un ricco patrimonio. Beni che il futuro santo decise di devolvere ai poveri per carità cristiana.

Nicola divenne vescovo di Myra (oggi città di Demre), sempre nella Licia.

Secondo le fonti storiche Nicola fu perseguitato dall’imperatore romano Diocleziano, imprigionato ed esiliato nel 305 fu liberato nel 313 da Costantino.

In seguito avrebbe partecipato, i dati non sono certi, al concilio di Nicea del 325, uno dei più importanti della cristianità, durante il quale Nicola avrebbe condannato duramente l’Arianesimo.

Le notizie sulla sua vita, tuttavia, sono scarse e frammentarie, una circostanza che ha contribuito a crearne il mito e a farne un santo popolarissimo nel Medioevo.

Secondo l’agiografia Nicola avrebbe mostrato segni di santità fin da piccolo: da neonato poppava una sola volta al giorno il mercoledì e il venerdì, per rispettare l’astinenza imposta dalla Chiesa.

San Nicola morì a Myra nel 343, il 6 dicembre, giorno in cui viene celebrato. Il suo culto è legato soprattutto alla benevolenza verso le persone e in particolare i bambini.

Il culto di San Nicola si estese al resto del mondo tra il VII e l’VIII secolo, quando il santo diventò il protettore dei marinai bizantini, impegnati nelle battaglie con gli arabi. Grazie alle rotte del mediterraneo, il culto di San Nicola si estese, arrivando a Roma e Gerusalemme, poi al resto dell’Occidente, in Germania e in Russia, diventando così un santo popolarissimo.

Tra le vicende attribuite a San Nicola c’è quella, diffusa nell’XI-XII  secolo, del salvataggio di tre fanciulle, tre ragazze povere che il padre non potendo mantenerle voleva fare prostituire. Il santo intervenne lanciando alla loro finestra tre sacchi d’oro, che le ragazze usarono come dote per sposarsi. Così scamparono all’atroce destino. Questo episodio ha contribuito a creare la fama di Nicola come santo che porta i doni.

Un’altra leggenda dalla quale deriva il rapporto speciale di San Nicola con i bambini è una storia medievale dell’orrore. Tre ragazzi che avevano chiesto ospitalità in una locanda, vengono accolti dall’oste e da sua moglie e subito dopo uccisi e fatti a pezzi con l’accetta e messi in salamoia, perché la carne in dispensa era finita. Poi arriva San Nicola, che obbliga l’oste a portarlo in dispensa e qui tira fuori dalla salamoia i tre ragazzi vivi. Una storia questa che era diffusa soprattutto tra le scuole ecclesiastiche, dove il 28 dicembre si celebrava la Festa degli Innocenti, una versione cristiana della festa pagana romana dei Saturnali.

Icona ortodossa di San Nicola (iStock)

In Italia, la devozione per San Nicola si è diffusa dalle città di Bari e Venezia. Quando nel 1087 la città di Myra fu conquistata dai musulmani i baresi organizzarono una spedizione per recuperare le reliquie del santo. I resti arrivarono a Bari l’8 maggio del 1087, giorno che divenne festivo per la città insieme alla data della morte di Nicola, il 6 dicembre. Secondo la leggenda, sul luogo dove si fermarono i buoi che trainavano il carro con le reliquie fu edificata la basilica di San Nicola di Bari, nella cui cripta sono conservate le ossa del santo. Per il suo forte legame con Bari, San Nicola ha preso il nome di San Nicola di Bari.

Poiché i baresi non avevano recuperato tutte le ossa di San Nicola, una decina di anni dopo arrivarono a Myra i veneziani, che prelevarono altre reliquie e le portarono nell’Abbazia di San Nicolò al Lido, dove sono tuttora conservate. Inoltre, i veneziani proclamarono San Nicola protettore della flotta della Serenissima.

Da una analisi del Dna effettuata nel 1992, le reliquie conservate a Bari e a Venezia appartengono alla stessa persona.

Di recente, invece, in Turchia gli archeologi hanno scoperto una tomba che sarebbe la vera sepoltura del santo. Circostanza che farebbe pensare che le spoglie conservate a Bari e Venezia non apparterrebbero al vero San Nicola.

Nei Paesi del Nord e Centro Europa il culto di San Nicola si diffuse nel Medioevo a partire dall’episodio delle tre fanciulle salvate dal Santo. Episodio che era celebrato con lo scambio dei doni, soprattutto ai bambini, il 6 dicembre. Una usanza che è rimasta nel tempo e che continua ancora oggi nei Paesi Bassi, in Germania, Austria e in Alto Adige. Da noi anche a Trieste e negli altri porti del Mare Adriatico.

Nel frattempo, però, con la riforma protestante, al Nord Europa San Nicola ha perso l’aspetto del vescovo cattolico e ha preso il nome di Sinterklaas, Sinterclaus e Santa Claus, nome quest’ultimo che è anche quello del Babbo Natale moderno.

Secondo la tradizione, la notte del 5 dicembre San Nicola arriva in groppa al suo cavallo per portare doni e dolciumi ai bambini. Solo a quelli buoni e meritevoli, però. Per i bambini cattivi ci sono i Krampus, creature spaventose a metà tra i diavoli e i caproni che seguono San Nicola nel suo precorso e puniscono i bambini che sono stati cattivi. Le sfilate dei Krampus, con o senza San Nicola, si tengono il 5 o 6 dicembre nelle città dell’Alto Adige.

Babbo Natale (iStock)

Il Babbo Natale come lo conosciamo oggi, invece, fu ideato negli Stati Uniti nel 1822 dal poeta Clement C. Moore, che scrisse una poesia in cui descriveva Babbo Natale come tutti oggi lo conosciamo: il grande omone dalla barba lunga e folta, vestito di rosso, che porta i regali nella notte di Natale. Chiaramente un personaggio ispirato a San Nicola, ma privato dei riferimenti religiosi, e con riferimenti ai miti nordici. Il colore rosso del vestito di Santa Claus viene da quello originario del vescovo San Nicola. Il Santa Claus americano arrivò in Europa negli anni Cinquanta, diventando subito popolarissimo e in Italia fu chiamato Babbo Natale.

La storia di San Nicola e Babbo Natale la trovate anche su Focus.

Che ne pensate unimamme? Conoscevate questi particolari?

Vi ricordiamo il nostro articolo: Una bimba di 8 anni scrive: “Caro Babbo Natale, quest’anno non voglio regali”

La storia di San Nicola